martyna's profileBeati gli afflitti, perc...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    March 28

    "Collocazione provvisoria..."

     

    Nel Duomo vecchio di Molfetta c'è un grande crocifisso di terracotta. L’ha donato, qualche anno fa, uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell'opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo. Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell'abbandono. Non ti disperare, madre dolcissima, che hai partorito un figlio focomelico. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non angosciarti, tu che per un tracollo improvviso vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.

    Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”.

    Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce.

    C'è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. «Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra». Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo.

    Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell'orario, c'è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.

    Coraggio, fratello che soffri. C'è anche per te una deposizione dalla croce. C'è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra un assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

                                                                                                        don Tonino Bello

     

                

     

    March 25

    IL VANGELO DELLA DOMENICA

    Domenica 25 Marzo 2007 :: Annunciazione del Signore 

     Colore liturgico: viola     V Domenica del Tempo di Quaresima

    ANTIFONA D'INGRESSO

    Fammi giustizia, o Dio,
    e difendi la mia causa
    contro gente senza pietà;
    salvami dall'uomo ingiusto e malvagio,
    perché tu sei il mio Dio e la mia difesa.

    !cid_D8A10FD5-8FFB-481F-805D-84E56A1717F1

    «Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più» .

    Gv 8, 1-11
    Dal Vangelo secondo Giovanni


    In quel tempo, Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
    Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?» . Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» .
    E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.
    Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?» .
    Ed essa rispose: «Nessuno, Signore» . E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più» .


    C: Parola del Signore.

    Photobucket - Video and Image Hosting

    March 24

    intervista a Dio

    Ho sognato d'intervistare Dio.
    "Ti piacerebbe intervistarmi?", Dio mi domandò.
    "Se hai tempo" gli dissi.
    Dio sorrise.

    "Il mio tempo è eterno, che cosa vuoi domandarmi?"
    "Che sorprese hai per l'umanità?...".
    E Dio rispose...
    "Siete così ansiosi per il futuro, perché vi dimenticate del presente.
    Vivete la vita senza pensare al presente o al futuro. Vivete la vita
    come se non dovreste morire mai, e morite come se non aveste
    mai vissuto...".
    "Avete fretta perché i vostri figli crescano, e appena crescono
    volete che siano di nuovo bambini. Perdete la salute per
    guadagnare i soldi e poi usate i soldi per recuperare la salute."
    Le mani di Dio presero le mie e per un momento restò in silenzio,
    allora gli domandai...

    "Padre, che lezione di vita desideri che i tuoi bambini imparino?".
    Dio rispose con un sorriso: "Che imparino che non possono
    pretendere di essere amati da tutti, però ciò che possono fare è
    lasciarsi amare dagli altri".
    "Imparino che ciò che vale di più non è quello che hanno nella vita,
    ma che hanno la vita stessa".
    "Imparino che non è buono paragonarsi con gli altri".
    "Imparino che una persona ricca non è quella che ha di più, ma
    è quella che ha bisogno di meno".
    "Imparino che in alcuni secondi si ferisce profondamente una
    persona che si ama, e che ci vogliono molti anni per cicatrizzare
    la ferita".
    "Imparino a perdonare e a praticare il perdono".
    "Imparino che ci sono persone che vi amano profondamente,
    ma che non sanno come esprimere o mostrare i loro sentimenti".
    "Imparino che due persone possono vedere la stessa cosa in
    modo differente".
    "Imparino che non si perdona mai abbastanza gli altri, però
    sempre bisogna imparare a perdonare se stessi".
     
    "E imparino che IO sono sempre qui. SEMPRE".
     
     
    guardate il video flash....
    March 22

    ORGOGLIOSA DI ESSERE DEBOLE

     

    immagine

    QUANTA PIU' POTENZA ESISTE NEL PIEGARE LE GINOCCHIA DINNANZI AL RICONOSCIMENTO DEI PROPRI LIMITI

    CHE NEL PERENNE E VANO TENTATIVO DI CREARE CON LE PROPRIE MANI LA PROPRIA COMPLETEZZA

    March 19

    le 4 candele

    Le quattro candele bruciando si consumavano lentamente.
    Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.

    La prima diceva: " Io sono la Pace ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!"
    Così fu, e a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

    La seconda disse: "Io sono la Fede. Purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, e per questo motivo non ha senso che io resti accesa".
    Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

    Triste triste, la terza candela, a sua volta disse: "Io sono l'Amore. Non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari".
    E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

    Inaspettatamente...
    Un bambino in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. Impaurito per la semi oscurità disse: "Ma ccosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!". E così dicendo scoppiò in lacrime.

    Allora la quarta candela impietositosi disse: "Non temere, non piangere: finchè io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: Io sono la Speranza"

     

    Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

    Che non si spenga mai la speranza dentro il nostro cuore... e che ciascuno di noi possa essere lo strumento come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua Speranza, la Fede, la Pace e l'Amore!!!


    March 18

    vangelo di oggi

    VANGELO (Lc 15,1-3.11-32)
    Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
    + Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: "Costui riceve i peccatori e mangia con loro".
    Allora egli disse loro questa parabola: "Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
    Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
    Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si indignò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".
    Parola del Signore.

    Il ritorno del figlio prodigo in un dipinto di Rembrandt.                                         

    March 14

    La farfalla e il fiore

    La farfalla e il fiore

    immagineUna volta, un uomo chiese a Dio: un fiore e una farfalla.
    Ma Dio gli diede un cactus e una larva.
    L'uomo era triste poichè non capiva cosa aveva sbagliato nella richiesta.
    Allora pensò: con tanta gente che aspetta.... e decise di non domandare niente.
    Passato qualche tempo, l'uomo verificò la richiesta che era stata dimenticata.
    Con sua sorpresa, dallo spinoso e brutto cactus, era nato il più bel fiore.
    E la orribile larva si era trasformata in una bellissima farfalla.
    Dio agisce sempre giustamente. Il tuo cammino è migliore, anche se ai tuoi occhi appare tutto sbagliato.
    Se hai chiesto a Dio una cosa e ne hai ricevuto un'altra, abbi fiducia.
    Abbi la certezza che Egli dà sempre quello di cui hai bisogno, al momento giusto.
    Non sempre quello che desideri.... è quello che necessiti.
    Siccome Egli non sbaglia mai la consegna delle tue richieste, vai avanti senza mormorare o dubitare.

    La spina di oggi........ sarà il fiore di domani!

    immagine

    March 11

    vangelo di oggi Domenica 11 marzo 2007

    VANGELO (Lc 13,1-9)
    Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
    + Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo".
    Disse anche questa parabola: "Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai".
    Parola del Signore.
     
        
     

     Attraverso la parabola del fico sterile Gesù ci fa capire che Dio ama ciascuno con infinita pazienza.

    Nella vigna di un ricco signore c'è un fico sterile.

    «Meglio tagliarlo, sono tre anni che sfrutta il terreno e non mi dà nessun frutto!» dice il padrone.

    Il contadino però non è d'accordo, chiede ancora del tempo.

    Chissà, forse si sente colpevole: non lo avrà concimato come si deve! In ogni caso chiede al padrone di avere ancora un po' di pazienza. Se le cose non cambieranno, se la situazione non migliorerà... allora in futuro verrà tagliato.

    Cosa ci vuol far capire Gesù con questo racconto?

    A me aiuta a scoprire e a capire che anche io potrò essere un bell'albero, e portare tanti frutti, se mi lascerò amare e guidare da Gesù.

    I nostri frutti sono le azioni compiute per amore di Dio e del nostro prossimo

    Però anche io sono come il fico... a volte porto dei frutti buoni, altre volte no. E tu come ti senti?

    Anche a noi Gesù lascia sempre una nuova possibilità E' paziente, e come il contadino si prende cura di quell'alberello che siamo noi.

    Per portare frutti e trasmettere a tutti la pace, la gioia e l'amore dobbiamo cambiare il nostro modo di essere. Per iniziare: impegniamoci ad essere pazienti con gli altri come Dio è paziente con noi!

    PreghieraDio, anch'io sono un albero libero.

    Anche a me tu dai la possibilità

    e la capacità di portare tanti frutti...

    Se però a volte non ne sono capace,

    tu o Dio non mi abbandoni.

    Sei paziente con me

    e non ti stanchi mai

    di nutrirmi con il tuo Amore.

    Aiutami ad essere paziente con gli altri

    come tu sei paziente con me!

     

     

    March 09

    io e lui....

    Io mi arrabbio, e Lui mi dice: Perdona!

    Io ho paura, e Lui mi dice: Coraggio!

    Io ho dubbi, e Lui mi dice: Fidati!

    Io sono inquieto, e Lui mi dice: Sii tranquillo!

    Io voglio star comodo, e Lui  mi dice: Seguimi!

    Io faccio progetti e Lui mi dice: Mettili da parte!


    Io accumulo, e Lui mi dice: Lascia tutto!

    Io voglio sicurezza e Lui mi dice: Dona la tua vita!

    Io penso di essere buono e Lui mi dice: Non basta!

    Io voglio essere il primo, e Lui mi dice: Cerca di servire!

    Io voglio comandare, e Lui mi dice: Ascolta!

    Io voglio comprendere, e Lui mi dice: Abbi fede!

    Io voglio tranquillità, e Lui mi chiede Disponibilità.

    Io voglio rivincita, e Lui mi dice: Guadagna tuo fratello!

    Io metto mano alla spada, e Lui mi dice: Riconciliati!

    Io penso alla vendetta, e Lui mi dice: Porgi anche l’altra guancia!

    Io voglio essere Grande, e Lui mi dice:


        diventa come un bambino!


    Io voglio nascondermi, e Lui mi dice: Mostrami la tua Luce!

    Io voglio il primo posto, e Lui  mi dice: Siediti all’ultimo!

    Io voglio essere visto, e Lui mi dice: Prega nella tua stanza!





    No! Proprio non capisco questo Gesù. Mi provoca!


    Come molti dei suoi discepoli anch’io avrei voglia


    di cercarmi un maestro meno esigente.

    Però, anche a me succede come a Pietro:

    Io non conosco nessuno,

    che abbia parole di Vita eterna come Lui.